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Paragrafo 9 . Politica interna ed estera.

     
Il   disagio   degli   strati   pi   poveri   della   popolazione   e
l'insoddisfazione  delle  masse operaie  e  contadine,  sostenute  dai
partiti di sinistra e dalla CGIL, causarono una serie di scioperi e di
manifestazioni  di piazza. I conseguenti problemi di  ordine  pubblico
vennero  affrontati con il massimo rigore dal ministro degli  interni,
il  democristiano  Mario Scelba. Ai prefetti  e  ai  questori  vennero
concessi  ampi  poteri discrezionali in materia di  limitazione  delle
libert  individuali e collettive. Nel corso di ripetuti  scontri  tra
manifestanti e forze di polizia ci furono mumerosi morti e feriti.
     Per   quanto   riguarda  la  politica  estera,  la   collocazione
dell'Italia   nel  blocco  dei  paesi  occidentali  venne  consolidata
attraverso  l'attiva partecipazione alle iniziative per l'integrazione
europea e l'adesione al Patto atlantico.
     Nel  maggio  del  1949  l'Italia ader al Consiglio  d'Europa  e,
nell'aprile  del  1951,  sottoscrisse  il  trattato  istitutivo  della
comunit europea del carbone e dell'acciaio (CECA), insieme a  Belgio,
Germania occidentale, Francia, Lussemburgo e Paesi Bassi.
     Il  Patto  atlantico rispondeva all'esigenza,  manifestata  dagli
Stati  Uniti  e dai paesi dell'Europa occidentale, di dotarsi  di  uno
strumento militare che completasse il gi avviato sistema di  rapporti
economici e politici, garantisse la difesa dalla temuta aggressione da
parte dell'URSS e ne limitasse l'influenza. L'adesione dell'Italia  fu
ratificata  dal  parlamento tra febbraio e marzo  del  1949,  dopo  un
dibattito reso lungo ed acceso dalla dura opposizione di socialisti  e
comunisti,  favorevoli  ad una posizione di neutralit  e  contrari  a
sottoscrivere  un  trattato  di cui non si conoscevano  interamente  i
contenuti,  oltre  che dalla presenza di neutralisti  e  di  pacifisti
anche  all'interno della maggioranza. Il Patto atlantico  si  costitu
ufficialmente  a  Washington il 4 aprile del 1949. Vi aderirono  Stati
Uniti,  Canada,  Gran Bretagna, Francia, Belgio, Olanda,  Lussemburgo,
Norvegia,  Danimarca, Islanda, Portogallo e Italia; esso prevedeva  la
realizzazione  di  una  struttura  organizzativa  stabile,  la   North
Atlantic  Treaty  Organization (NATO), dotata  anche  di  un  esercito
permanente.
